SABINA CONDUSSO 2019-06-12T10:48:19+00:00

Project Description

SABINA CONDUSSO

— Desplazados —

 

La guerra intestina che dal 1964 affligge la Colombia è un puzzle complicato.

Per un verso è la solitaria coda dei movimenti rivoluzionari sorti in vari Paesi dell’America Latina negli anni Sessanta del 20° secolo, in Colombia rappresentati dalle Farc – EP (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejercito del Pueblo) e dall’Eln (Ejército de Liberación Nacional), i due principali gruppi guerriglieri, che si rifanno al mito guevarista della rivoluzione socialista. Dall’altro, l’iniziale moto rivoluzionario si è pian piano trasformato in un conflitto armato che si è cronicizzato, sviluppando logiche proprie e producendo nuove interazioni che contribuiscono a mantenerlo in vita e ad accrescerne il potenziale destabilizzante nella regione: a partire dagli anni Ottanta, e con maggiori ripercussioni dagli anni Novanta, altri gruppi armati, tra cui i gruppi paramilitari sono entrati con le loro pretese nelle dimensioni del conflitto, contribuendo ad aumentare la “schizofrenia” interna.

Tale multilateralità del panorama conflittuale è stata ulteriormente complicata dall’imponente sviluppo del narcotraffico, minando dall’interno le basi ideologiche di rivendicazione popolare. Una svolta importante nella storia del conflitto si è avuta con la firma dell’accordo di pace, nel 2016, tra il Governo e il principale gruppo di guerriglia, le FARC- EP. Le criticità emerse all’indomani della firma, relative all’effettiva attuazione dell’accordo che prevede cambiamenti strutturali per porre fine a povertà, violenza e corruzione, condizioni che avevano portato di fatto alla nascita del conflitto, sono molte.

Ad oggi, il quadro sociopolitico è sconfortante per la mancanza di un impegno concreto da parte del Governo attuale a mantenere gli accordi presi, per l’instabilità interna dovuta alla creazione di nuovi gruppi armati e per la sistematica persecuzione contro i difensori dei diritti umani. Diverse istituzioni e organizzazioni di diritti umani parlano di oltre 400 persone assassinate dal 2016 ad oggi: leaders direttamente impegnati nella costruzione di pace a livello comunitario.

In Colombia il numero delle vittime a causa del confitto armato è 8.794.542 (Unidad de Victimas). 7.134.646 sono i desplazados ovvero coloro che sono stati costretti ad abbandonare la propria casa.
Questi scatti sono stati realizzati nella comunità di desplazados di Samaniego, una cittadina della regione del Nariño, a sud della Colombia, dove la violenza del conflitto armato e del narcotraffico hanno colpito duramente la popolazione.

Dei 50 mila abitanti di questa città, 18 mila sono riconosciuti come vittime e la comunità di desplazados conta più di 500 famiglie. Donne, uomini, bambini che sono stati costretti nel 2007, a causa dell’intensificazione del conflitto armato nella zona, ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio nel centro urbano. Da allora queste famiglie, installate in abitazioni di fortuna di plastica e legno, richiedono con insistenza il riconoscimento dei loro diritti.

Queste fotografie sono state scattate tra il 2016 e il 2018: prima, durante e dopo gli

Sabina Candusso accordi di pace tra Governo e FARC-EP.

BIOGRAFIA

Sabina è nata nel 1997 in un piccolo paese in Friuli. Dal suo primo viaggio di volontariato nel 2016, presso una comunità di vittime del conflitto armato colombiano è tornata profondamente cambiata, con una nuova consapevolezza e uno scopo che, giorno dopo giorno, la stimola e motiva al fine di perseguirlo con speranza ed energia. Tale scopo è quello di dare voce, attraverso le proprie fotografie, a chi di voce non ha. Attualmente vive a Milano, frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia. E’ impegnata in vari ambiti sociali, in primo luogo quella dell’immigrazione. Fa parte del Collettivo LUMe, Laboratorio Universitario Metropolitano.

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