MARIA CLARA MACRI’ 2019-06-12T11:11:07+00:00

Project Description

MARIA CLARA MACRI’

—  Tredici Lune per trovarla —

In Her Rooms nasce dall’intuizione maturata nei precedenti anniin cui mi sono dedicata a ritrarre le donne, applicando gli studi diricerca sull’autocoscienza femminile e la performance, che nell’esperienza di essere l’una di fronte all’altra senza vestiti esenza nessun tipo di interesse sessuale, si avvera una vera e propria distruzione degli stereotipi, con la conseguente scoperta di un mondo unico e allo stesso tempo universale, che lega unadonna all’altra. In quell’istante, dove crollano anche possibili competizioni e imbarazzi, prende spazio una nuova conoscenza el’empatia che ci lega, come fossimo entrambe di fronte ad uno specchio, nonostante la presenza costante delle nostre individualità e del medium con le quali le studio e mi studio di conseguenza . A partire da questo è quindi nata l’esigenza di unindagine anche delle stanze dove scopriamo noi stesse, nei nostri momenti di libertà e intimità, come Virigina Woolf giustamentescrive nel suo saggio “Una stanza tutta per se”, e quindi l’idea diabbandonare la mia stanza per entrare nelle loro stanze. Sapendo che non avrei mai potuto con le mie sole risorse andare in differenti zone del mondo, ho scelto le città dove ero sicura di trovare donne provenienti da tutte le parti, proprio per poter cogliere l’essenza di un nuovo sentire internazionale e globale esottolineare il dato di una forte trasmigrazione femminile, separata dai vincoli di famiglia e matrimonio. Sono partita quindi da New York, poi Los Angeles per poi tornare in Europa a Londra, Barcellona, Parigi, Valencia, Manchester, Milano e Roma. In ognuna di queste città ho scelto la maggior parte dei miei soggetti incontrandoli sul mio cammino solitario, solo poche di loro le conoscevo tramite Instagram, mentre la maggior parte le ho conosciute per caso e selezionate sull’onda di un empatia chemi convinceva che erano le persone giuste per le mia ricerca.

Sono quasi tutte incroci di nazionalità diverse, quasi nessuna ènata nel luogo in cui l’ho fotografata. Con alcune di loro ho passato solo poche ore, altre mi hanno ospitato per giorni come sorelle. Sono donne che stanno scegliendo la libertà di espressione in ogni sua forma e che indagano, come me, in loro stesse e nella loro vita creativa un espressione della femminilità non legata agli standard che l’hanno da sempre confinata edefinita. Le pellicole che ne sono scaturite sono il risultato tangibile finale di intensi dialoghi che hanno permesso una totale intimità, che io chiamo autocoscienza e che hanno confermato la necessità di una coscienza e di un immagine nuova spogliata dagli stereotipi e che restituisca al corpo femminile un valore slegato dai cliché che l’hanno sempre definito, dall’oggettosessuale a quello di mercato. Durante il progetto ho compreso che stavo vivendo sulla mia pelle esattamente quello che cercavo, pur non avendo una mia stanza e con tutte le contraddizioni che io stessa dovevo combattere, che non era solo un viaggio tra le stanze ma anche dentro e fuori di me, che mi stavo cercando tra loro e tra le strade di un percorso dettato più dagli scherzi del destino che dalle mie precise volontà, legando la mia storia personale a questo progetto senza biglietto di ritorno. Tredici Lune per trovarla è quindi il libro che racchiuderà questa esperienza, tra foto e testo.

BIOGRAFIA

Maria Clara Macrì nasce a Reggio Emilia nel 1987. Durantel’adolescenza comincia a interessarsi alle tematiche politiche esociali con attenzione particolare alle problematiche di genere. Traferitasi a Bologna dopo il liceo, si laurea in Storia del Mondo Contemporaneo nel 2010 e continua la sua ricerca personale sulla rappresentazione storica e visiva del genere femminile e dei limiti ad essa connessi. Nel frattempo si dedica alla scrittura e pubblicazione di racconti brevi sotto pseudonimo. Si traferisce a Londra nel 2012 e qui si approccia per la prima volta alla fotografia. Dopo il soggiorno londinese e un breve periodo di nomadismo, si stabilisce a Napoli dal 2015 fino al 2017. Durante il periodo napoletano Maria Clara comincia a selezionare i suoi soggetti femminili per strada e a sperimentare con loro la relazione tra empatia, intimità e rappresentazione femminile tramite la fotografia, ritraendoli nel luogo adibito a studio del suo appartamento, progetto che nel 2016 è stato esposto per il festival Off di Fotografia Europea e che ha fatto parte di una mostra collettiva presso Magazzini Fotografici Napoli. Durante questo periodo, lavora come fotografa e collabora alla produzione di eventi legati alla fotografia, inoltre produce una serie di installazioni/eventi “K’nowyourself – performance- installation-photography-art” durante le quali indaga sul concetto di condivisione del momento creativo, ( Tela Bianca Napoli, Casa Cuma, Arti vive Festival Modena, Eleva e Fotografia Europea Reggio Emilia). Nel 2017 si trasferisce nuovamente a Reggio Emilia, dove tramite anche l’eco ricevuta grazie a Instagram,cominciano a venirla a trovare spontaneamente sconosciute e non, per farsi fotografare e far parte così del suo progetto di ricerca visiva sulla donna.

Nel 2018 Maria Clara decide di ampliare il progetto includendo la ricerca sugli ambienti dove le donne contemporanee vivono la loro intimità e libertà personale, le loro stanze. Comincia così a viaggiare nelle grandi città da New York a Los Angeles, da Londra a Parigi, Milano, per poter incontrare donne provenienti da altre culture e altri paesi e incrociare il proprio cammino solitario, e quindi il proprio destino, con le vite e le stanze delle donne che faranno parte della sua prossima pubblicazione alla quale sta attualmente lavorando. Un estratto di questo viaggio tra le stanze è stato pubblicato su Edicola nel novembre del 2018.

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