SICK SAD BLUE
Federica Sasso
2018-08-23T17:11:40+00:00

Project Description

SICK SAD BLUE

 Federica Sasso —

‘Miglior Portfolio’ Premio Voglino, 2016 

Per il Portfolio “Sick Sad Blue” che, nello sviluppare il tema dell’anoressia,  ha saputo integrare in una forma diaristica e con un linguaggio contemporaneo,  le immagini e le parole con cui il soggetto si è rappresentato sui social e  i ritratti scattati da Federica, dando luogo a  una narrazione creativa e fortemente empatica.  

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Sick Sad Blue

Sick Sad Blue, il suo nuovo progetto editoriale, frutto della ricerca creativa della giovane fotografa Federica Sasso e della sua amicizia con clairenough, una ventenne che da cinque anni soffre di anoressia. Federica ha conosciuto per caso clairenough un anno fa, durante una ricerca sul mondo dei post-adolescenti. È nata una simpatia sfociata in amicizia: le due coetanee (Federica ha 24 anni, clairenough 23) hanno iniziato a scriversi e a frequentarsi, anche quando clairenough, a causa della sua malattia, è stata ricoverata prima in un reparto psichiatrico e poi in una clinica per disturbi alimentari. “Sick Sad Blue” è la descrizione che clairenough dà di sé nel suo account Instagram ed è diventato il titolo del progetto, che documenta questo anno di incontri e condivisione del difficile percorso verso la guarigione che clairenough sta affrontando. Federica ha impostato il progetto, che sarà presto un libro, secondo un doppio punto di vista: da un lato gli scatti che lei ha realizzato di clairenough, durante le visite in ospedale e i periodi trascorsi insieme fuori dalla clinica; dall’altro gli scatti o le frasi con cui clairenough si racconta nei suoi profili social, in primis Instagram e Facebook. Il ritratto che ne viene fuori è quello di una ragazza ossessionata dalla propria immagine, che ama i fiori e la moda ed è al contempo consapevole del proprio disagio. Sick Sad Blue è un progetto a due voci: quella di Federica, per cui un assignment professionale è diventato un’occasione di riflessione personale e di coinvolgimento emotivo, e quella di clairenough, per cui Sick Sad Blue rappresenta l’occasione per mostrarsi com’è veramente e per mettersi in gioco.

Sick Sad Blue, a new editorial project based on the creative research of young photographer Federica Sasso and her friendship with clairenough, a woman in her early twenties with a five-year history of anorexia. Federica met clairenough a year ago, during a study on the world of post-adolescents. An initial camaraderie quickly developed into friendship: Federica, 24, and clairenough, 23, began to write each other and meet in person, even when clairenough‘s illness sent her first to a psychiatric ward and then to an inpatient clinic for eating disorders. “Sick Sad Blue” is how clairenough describes herself on Instagram and became the title of the project, which documents a year of friendship as clairenough tackles the difficult road to recovery. Federica has organized the project—soon to be a book—from two points of view: her photos of clairenough, taken during visits to the hospital and time spent together outside the clinic; and the photos and words clairenough posts about herself on social media, primarily Instagram and Facebook. The portrait that emerges is of a young woman obsessed with her image, who loves flowers and fashion while being fully aware of her suffering. Sick Sad Blue is told in two voices: for Federica, it’s a professional assignment that evolved into personal reflection and emotional involvement, while for clairenough it’s an opportunity to challenge herself and be seen for who she really is.

www.sassofederica.com

BIOGRAFIA

Federica Sasso, Vicenza, 1992. Diplomata in arte, si trasferisce a Milano, dove frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia, lavorando anche come assistente di studio. Il suo interesse principale è la moda ma è molto affascinata dalle potenzialità del ritratto. Ora frequenta Fabbrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group.

Born in Vicenza in 1992. She currently lives and works in Milan. She graduated in art and approaches at first to abstract painting. In her grows a strong artistic and emotional sensitivity and she soon realizes that photography is the best way to communicate it. Just before her twenties she decides to move to Milan, where she attends and works at Italian Institute of Photography. She primarily works into fashion but is deeply touched by portrait. She is currently holding a scholarship at Fabrica, the Benetton’s communication research center.

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